Agritalychain: la startup che usa la blockchain nel mondo enogastronomico

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La giovane azienda mira a valorizzare la “supply chain”, la catena di distribuzione dei produttori, rendendola trasparente e consultabile dal consumatore finale

ROMA. La tecnologia è una delle più moderne sul mercato e servirà negli anni futuri a condividere, in maniera immutabile, dati con chiunque voglia farne parte. Stiamo parlando della blockchain, dirompente innovazione e, secondo i più esperti, paragonabile addirittura all’invenzione di internet.

Alessandro Ricci, Ceo e founder di Agritalychain, ha spiegato nell’intervista audio come ha avuto l’idea di integrare questa tecnologia al mondo dell’enogastronomia: “Mentre concludevo gli studi, ho iniziato ad approfondire la blockchain e ho intuito come ci potesse essere uno sbocco anche nel mondo alimentare. Le aziende hanno bisogno di mostrare in maniera trasparente tutta la supply chain (la catena di distribuzione dei produttori), mentre i clienti vogliono conoscere di più e capire se possono fidarsi dell’azienda. L’unico modo per realizzare questa cosa ed assicurarne l’immutabilità è attraverso la blockchain pubblica”.

Come si differenzia la blockchain pubblica da quella privata?

“Noi usiamo quella pubblica perché è l’unica che assicura le due caratteristiche fondamentali, l’immutabilità e la condivisione. Questo perché per cambiare qualcosa già anellato nei blocchi della blockchain è necessario il consenso del 51% delle persone, pressoché impossibile da ottenere visto la moltitudine di persone che usano questa tecnologia”.

Per l’intervista completa si rimanda all’audio-intervista.

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