Al Moera di Avella l’incontro delle eccellenze, tra gusto, natura e territorio

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INWINE

Tra i colori dell’Irpinia e il profumo della campagna, lo scorso 13 ottobre l’azienda agricola Il Moera di Avella (Av), di Francesco Fusco, ha ospitato una giornata intitolata “Incontri di Gusto”

La giornata dedicata all’eccellenza artigianale italiana, promossa da Paolo Esposito, imprenditore gastronomico e selezionatore di prodotti d’autore (Eccellenze di Paolo Esposito). Un evento concepito come momento di confronto autentico tra produttori, chef e appassionati, in un percorso che ha unito gusto, natura e cultura gastronomica. Dalle conserve ai distillati, dagli oli ai dolci lievitati, Il Moera si è trasformato in un itinerario sensoriale tra profumi e racconti, con degustazioni, showcooking e incontri dedicati alla materia prima.

A dare voce al gusto, tre interpreti d’eccezione: il padrone di casa Francesco Fusco (Il Moera), Paolo Barrale, (chef una stella Michelin del ristorante Aria di Napoli), Renato Vanacore (Il Clanio – Avella) e Danilo Maglione (Casa Daniele – Avellino). Nei loro piatti, un dialogo continuo tra terra e mare, tradizione e contemporaneità. Dalle montanare di Francesco Fusco – condite con genovese di tonno Armatore, con il sugo alla marinara di Armatore e con pomodori da agricoltura rigenerativa di Capobianco Organic Farm, aglio orsino, alici Armatore e polvere di capperi de La Nicchia di Pantelleria – fino alla calamarata dell’azienda Gemme del Vesuvio ai tre pomodori, caciocavallo e pesto di aglio orsino.

Paolo Barrale, con la sua maestria fatta di tecnica e sensibilità, ha presentato il risotto Ricordo dello Sfincione, con il riso di Hera nei Campi, cipolla di Brusadin, Friscous naturale e olio Muraglia: un omaggio alla Sicilia, alla sua terra e ai suoi contrasti. Ha poi deliziato i palati con uno zabaione preparato con le uova di The Garda Egg Co. – progetto di Federica Bin, nato dal desiderio di un ritorno alla natura – accompagnato da asparago bianco di Brusadin, con polvere di capperi de La Nicchia e polvere di caffè Zi Rosa.

Renato Vanacore ha invece preparato i maccheroni di Molino Bongermino con confettura di arancia di Brusadin e salmone di Shark – Bottega del Pesce. Non sono mancate le pizze, proposte in una gustosa versione senza glutine da Danilo Maglione, farcite con la mortadella Opera del Salumificio Franceschini e in variante dolce con ricotta mantecata e lamponi disidratati dell’azienda Artemisia. «Oggi non abbiamo solo cucinato – ha detto Francesco Fusco – abbiamo condiviso un modo di vedere il mondo: attraverso ciò che nutre».

A chiudere la giornata, il caffè curato da Lello di Zi Rosa, raccontato e preparato come un gesto antico, capace di riportare tutti all’ascolto. Da gustare con le dolcezze di Krumiri, il Panettone di Vezzoli e i lievitati di Anna Belmattino.

Nel calice, la selezione di vini artigianali di InWine, distribuzione campana attenta e consapevole, che per l’occasione ha scelto piccole aziende del territorio: Bambinuto, Cautiero, Vigne Guadagno e Agnanum. Tra i distillati, gli amari Don Carlo, tra cui il liquore Donna Rosalba, nato per valorizzare il territorio e considerato il vero “oro verde” della Piana del Sele: un amaro artigianale ottenuto dall’infusione della Rucola della Piana del Sele IGP.

Completano il percorso i nettari e i succhi di Marco Colzani, speciali perché prodotti con frutta fresca di altissima qualità, coltivata nei territori più vocati e raccolta a piena maturazione; i liquori di Alma de Lux, l’acqua Filette e le bevande low e no-alcol di Lo Haus Fermentati, simbolo di una nuova sensibilità gastronomica. «Non volevamo un evento-vetrina — ha spiegato Paolo Esposito —, ma un luogo d’incontro dove produttori e cuochi potessero dialogare senza filtri, condividendo idee e valori. È così che nasce il gusto autentico: da chi lo vive ogni giorno, con rispetto e curiosità». Tra gli ulivi e i profumi dell’Irpinia, Il Moera si conferma un luogo dove il cibo torna a essere ciò che deve essere: memoria, identità e verità.

Alla fine della giornata rimaneva l’impressione che non fosse stata solo una degustazione, ma una piccola dichiarazione d’amore: per il cibo, per la terra e per il dialogo che il gusto sa creare quando è sincero. L’obiettivo, come racconta Paolo Esposito, è stato quello di “creare un momento di incontro vero tra chi produce e chi cucina, tra chi ama il territorio e chi lo racconta attraverso i sapori”.

Un modo per ricordare che il gusto autentico nasce dall’unione di gesti semplici, rispetto e curiosità. In un mondo in cui l’enogastronomia è sempre più comunicazione e tendenza, l’evento realizzato a Il Moera resta un luogo dove tutto torna alla terra — e alla verità delle cose buone.

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