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Emilia-Romagna a Vinitaly 2026 con istituzioni e filiera coesi

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Carlo Cracco, Massimo Bottura

 Istituzioni e filiera fanno squadra per raccontare un territorio coeso, tra Dop Economy, Export e turismo per una narrazione contemporanea del vino lungo la Via Emilia

Con 90 espositori, +13% rispetto all’edizione 2025, 16 masterclass (quattro per ogni giornata), due format ristorativi curati da Carlo Cracco e un concept grafico rinnovato, l’Emilia-Romagna si presenta a Vinitaly più unita che mai. È quanto emerso stamane, a Casa Maria Luigia di Massimo Bottura, in occasione della presentazione ufficiale della collettiva regionale alla 58^ edizione della manifestazione, l’evento di riferimento per gli operatori del vino che dal 12 al 15 aprile trasformerà il Padiglione 1 di Veronafiere – storica casa dei vini emiliano-romagnoli – in un grande racconto corale.

In un momento complesso per il mondo del vino, l’Emilia-Romagna sceglie la strada della coesione e si presenta a Verona con un messaggio chiaro: sotto l’egida di Enoteca Regionale, Regione Emilia-Romagna e APT Servizi Emilia-Romagna, il sistema produttivo e le rappresentanze della filiera si uniscono per difendere e rilanciare un comparto che è identità, cultura e valore economico del territorio. La partecipazione a Vinitaly diventa così una vetrina di sistema e un’occasione per rafforzare il posizionamento dei vini regionali sui mercati, affiancando alla promozione il racconto di un “ecosistema” agroalimentare unico, fondato sulle Indicazioni Geografiche e sulla Food Valley.

L’Emilia-Romagna può contare su 44 prodotti DOP e IGP già riconosciuti e apprezzati, a cui si aggiunge l’arrivo del 45°, l’Erbazzone Reggiano IGP: una ricchezza che alimenta la cosiddetta Dop Economy regionale.

“L’Emilia-Romagna arriva a Vinitaly 2026 con la forza della propria identità e con la responsabilità di un territorio che sa fare squadra, unendo istituzioni, consorzi, produttori e sistema turistico in un’unica narrazione che tiene insieme economia, cultura e comunità. – dichiara il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale – La nostra Dop Economy vale 3,9 miliardi di euro, di cui 455 milioni generati dal comparto vitivinicolo, dentro un agroalimentare che ha raggiunto i 37 miliardi di valore e rappresenta la seconda voce dell’export regionale, con circa 10 miliardi di euro. Sono numeri che raccontano non solo la qualità delle nostre produzioni, ma la solidità di un modello fondato su lavoro, coesione e apertura ai mercati internazionali. In questo racconto corale si inserisce anche il contributo di due ambassador d’eccezione come Massimo Bottura e Carlo Cracco, interpreti autorevoli della nostra cultura gastronomica nel mondo e ambasciatori di un territorio che unisce eccellenza e innovazione. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici e trasformazioni nei consumi, scegliamo di supportare la filiera vitivinicola emiliano-romagnola con politiche concrete e investimenti mirati, valorizzandone il ruolo culturale ed economico e promuovendo il consumo responsabile e consapevole, nel pieno riconoscimento di produzioni che rappresentano un patrimonio storico, sociale e identitario della nostra regione. La presenza al Vinitaly della Regione Emilia-Romagna è una scelta strategica che contribuisce a rafforzare il posizionamento dei nostri vini sui mercati, accompagnare le imprese nell’internazionalizzazione e valorizzare l’integrazione sempre più stretta tra enogastronomia, turismo ed esperienza territoriale; un grande racconto collettivo che sceglie di investire sulla qualità, sull’innovazione e sulla promozione, per consolidare sempre più il ruolo dei vini emiliano-romagnoli sui mercati globali”.

Accanto alla forza economica delle IG, a Vinitaly la Regione ribadirà la centralità della filiera vitivinicola, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, mutamenti nei consumi, aumento dei costi, difficoltà produttive legate al clima e un dibattito pubblico spesso polarizzato sul tema dell’alcol. In questo scenario, l’Emilia-Romagna conferma un approccio basato su responsabilità e promozione: colpire l’abuso e non il consumo moderato, sostenere campagne educative e difendere produzioni che rappresentano tradizione e identità dei territori. Sul fronte degli investimenti, la Regione rafforza il proprio impegno a sostegno della competitività e dell’apertura ai mercati: per il biennio 2025-2026 sono stati stanziati 25 milioni di euro, con risorse dedicate alla promozione dei prodotti a indicazione geografica – tra cui anche i vini – nei Paesi extra-UE, alla valorizzazione delle Dop e Igp e alle attività di promozione nazionale attraverso fiere, manifestazioni e iniziative territoriali.

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