Export made in Italy biologico: obiettivo Cina

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Sanatech – BolognaFiere, 8 – 11 settembre 2022. Il colosso asiatico è un mercato strategico per l’Italia. Nel convegno si parlerà degli strumenti a disposizione delle imprese per sostenere e implementare la loro l’attività di export

Un quinto dei consumatori cinesi, soprattutto residenti a Shanghai, ama i prodotti biologici. Lo rivela un’indagine Nomisma condotta sulle abitudini di consumo degli abitanti del gigante asiatico, realizzata in occasione del lancio del progetto GO.CHINA coordinato da FederBio Servizi, in network con Nomisma, Bologna Fiere e ICE, l’Istituto Commercio con l’Estero italiano, per supportare e accompagnare le aziende biologiche italiane nel loro processo di internazionalizzazione verso il mercato cinese.

Questa rete di partner ha messo insieme una serie di soluzioni, analisi di mercato e strumenti, per incrementare la presenza del made in Italy biologico in Cina che saranno presentati nel convegno di apertura di Sanatech dal titolo “GO:CHINA: export di bio in Cina”, in programma l’8 settembre dalle 11 alle 12.

Sanatech è la rassegna internazionale della filiera produttiva del biologico e del naturale che quest’anno giunge alla seconda edizione. È organizzata da Bologna Fiere e curata da Avenue Media e avrà luogo, nel quartiere fieristico bolognese dall’8 all’11 settembre, nel quadro del Sana, il Salone internazionale del biologico e naturale.

L’export del biologico italiano in Cina rappresenta una partita importante che l’Italia, secondo esportatore al mondo di bio dopo gli Stati Uniti, con un giro d’affari estero di oltre 2,6 miliardi di euro, non può permettersi di perdere.

“Il convegno avrà un taglio tecnico – spiega Aldo Cervi, responsabile rapporti con l’estero di FederBio Servizi – e servirà a proporre uno strumento per portare le nostre aziende biologiche in Cina. Non è un mercato facile perché il nostro bio non è riconosciuto dalla Cina né in regime di equivalenza né in quello di conformità. Per facilitare questo percorso di internazionalizzazione, abbiamo siglato un accordo con il China Organic Food Certification Centre (COFCC), il principale organismo ufficiale di controllo e certificazione per il biologico in Cina, autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura della Repubblica Popolare Cinese”. FederBio Servizi ha, inoltre, attivato un desk nazionale a ciò dedicato per agevolare i rapporti con l’ente di certificazione COFCC.

Secondo Nomisma, del campione analizzato nella sua indagine ‘Focus China’, composto da consumatori di età compresa tra i 18 e i 55 anni, solo il 14% dà preferenza al bio made in Cina. Molto, invece, influisce l’attività di marketing per la scelta dei prodotti da parte dei consumatori cinesi. Il 21% degli intervistati ha, infatti, dichiarato di scegliere la marca preferita o quella nota; il 18% si basa sulla presenza del simbolo del biologico (ossia la fogliolina verde); il 15% è attento alla confezione e alle informazioni in etichetta. Solo il 14% dei consumatori è influenzato dalla leva prezzo (l’8% per la presenza di una promozione e il 6% per il prezzo basso).

La fotografia del consumatore cinese di prodotti biologici ci restituisce un target composto per il 76% da famiglie con un reddito superiore ai 16mila Renminbi (oltre 23mila euro), per il 74% da persone con un elevato grado di istruzione, per il 70% da accaniti utilizzatori dell’e-commerce, per il 68% da imprenditori autonomi o liberi professionisti, per la stragrande maggioranza (68%) da abitanti di Shanghai, per il 67% da famiglie con figli e per il 66% da appartenenti alla generazione cosiddetta dei Millenials (di età compresa tra i 26 e i 40 anni).

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Redazione di Eroi del Gusto

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