Il maestro salernitano Fabio Di Giovanni apre il 30 aprile a pochi passi da Piazza del Popolo. È la prima tappa di un progetto di espansione nazionale
Il Sud Sardegna si conferma polo d’attrazione per l’alta gastronomia. Il prossimo 30 aprile, il cuore di Pula ospiterà il debutto sardo di Don Antonio 1970, la pizzeria contemporanea firmata da Fabio Di Giovanni. Dopo i successi travolgenti ottenuti a Salerno, il brand varca il Tirreno scegliendo via XXIV Maggio n°9 come sede del suo secondo punto vendita.
Un connubio tra Salerno e la Sardegna
Il maestro pizzaiolo, fresco del riconoscimento dei 2 Spicchi del Gambero Rosso e dei 3 Galletti de Il Mattino, ha scelto Pula per il suo inestimabile patrimonio naturale e culturale. “Sono orgoglioso di portare la filosofia della mia famiglia in un contesto fantastico come la Sardegna”, ha commentato Fabio Di Giovanni. “Pula è una località meravigliosa, il punto di partenza ideale per ampliare il nostro progetto”.
La proposta: non solo pizza
Nello spazio a pochi metri dalla centralissima Piazza del Popolo, l’offerta ricalcherà l’eleganza e la qualità che hanno reso celebre la sede campana: dalla pizza “contermporanea” con impasti ad alta idratazione, lavorazione tecnica e materie prime d’eccellenza, e una carta dedicata a vini, birre artigianali e drink studiati per esaltare ogni assaggio. Accanto alle pizze, troveranno spazio i piatti della tradizione campana integrati con omaggi ai prodotti tipici del territorio sardo.
L’apertura di Pula non è un caso isolato. Il format Don Antonio 1970 – nato nel 2020 come omaggio al nonno di Fabio – è in piena fase di crescita: nei prossimi mesi sono previste almeno altre due inaugurazioni in diverse zone d’Italia, a conferma di un modello di ristorazione che sa coniugare radici storiche e innovazione internazionale.
Chi è Fabio Di Giovanni
Inserito al 67° posto nella classifica 50 Top Pizza 2025, Di Giovanni ha iniziato la sua carriera poco più che adolescente a Salerno, nella storica pizzeria “Carminuccio a Mariconda”. La sua formazione è però globale: ha maturato esperienze in Giappone, Stati Uniti, Inghilterra e Sud Africa, bagaglio che oggi trasforma in ogni suo disco di pasta, mantenendo sempre vivo il legame emotivo con la propria terra d’origine.



