Tenuta Sant’Antonio punta sull’innovazione e cresce del 22%

0
Tenuta sant'Antonio

L’azienda veronese investe 3 milioni di Euro per il triennio 2021/2023, €1,5 milioni nel 2021. Innovazione, digitalizzazione e sostenibilità le tre direttrici per la ripartenza

La ricetta per ripartire dopo la pandemia? Coraggio, innovazione e sostenibilità. Questa la lezione di Tenuta Sant’Antonio, realtà vitivinicola d’eccellenza del veronese che ha dimostrato come anche i momenti più complessi si possano trasformare in cruciali evoluzioni destinate a durare a lungo.

I risultati

Grazie a un ambizioso piano di crescita ed evoluzione, Tenuta Sant’Antonio ha infatti registrato, nel primo semestre del 2021, un aumento delle vendite del 22% rispetto allo stesso periodo del 2020 e dell’11% rispetto al 2019. Un’espansione che si è riscontrata per tutti i brand e che è stata trainata dalla linea SCAIA, vino moderno e iconico, unico nel suo genere grazie ad un posizionamento di qualità premium accessibile a tutti: nella sua versione Rosato ha visto raddoppiare le vendite rispetto al 2020.

Gli investimenti

Questi importanti risultati sono stati possibili grazie alla strategia di sviluppo adottata: Tenuta Sant’Antonio ha infatti definito gli investimenti più alti di sempre, oltre 1,5 milioni di Euro nel 2021, arrivando a preventivare circa 3 milioni di Euro nel triennio 2021/2023.

Gli interventi hanno riguardato tutti i settori, nella direzione di efficientare e rendere ancora più sostenibili le operazioni. Sono stati realizzati importanti ampliamenti del magazzino logistico, del magazzino di stoccaggio e degli uffici, in cantina sono state introdotte innovative tecnologie verso l’automazione mentre i vigneti sono stati adattati per accogliere le più avanzate tecniche di agricoltura sostenibile. Inoltre, il team si è arricchito puntando sui giovani del territorio e arrivando così a 50 dipendenti.

Tenuta sant'Antonio

I tre pilastri per la crescita

La ricetta seguita per avviare il rilancio ha visto tre ingredienti principali: innovazione, digitale e sostenibilità.

Innanzitutto, l’innovazione, fattore di competitività imprescindibile per anticipare i trend del mercato. Tra le più recenti innovazioni introdotte dalla Tenuta troviamo tecnologie avveniristiche di Industria 4.0 come un locale per l’appassimento altamente evoluto con sistemi di automazione e controllo informatico integrato;

Inoltre, la strategia di sviluppo ha guardato al digitale per sfruttare al meglio le potenzialità offerte dall’omnicanalità, arrivando a presidiare tutti i canali di contatto con i clienti e integrando offline e online, come nel caso di un’innovativa piattaforma per il B2B a supporto della funzione vendite;

Il terzo, fondamentale elemento è la sostenibilità: Tenuta Sant’Antonio negli ultimi anni ha investito oltre il 10% del fatturato per adottare pratiche meno impattanti e produrre vini sempre più green, arrivando alla creazione di Télos, la linea di vini in conversione biologica (2023), senza solfiti aggiunti e anche vegana, un vero e proprio manifesto per il futuro capace di regalare benessere.

I mercati della ripartenza

Dal punto di vista dei mercati, dopo una fase estremamente fluida, negli ultimi mesi la spinta dei mercati esteri si sta facendo sempre più stabile e decisa, la fiducia è tornata e il vino italiano si conferma fortemente richiesto in tutto il mondo. Se da una parte la conferma sono gli Stati Uniti, in Europa Germania e Olanda corrono veloci, così come i Paesi dell’Est del Continente. Infine, il mercato interno italiano si conferma fondamentale e negli ultimi mesi sta rispondendo al meglio.

“Siamo orgogliosi di poter annunciare questi positivi risultati, frutto di un profondo percorso di evoluzione che ci piace definire sostenibile: da appassionati produttori abbiamo scavato pozzi, portato elettricità, costruito strade, sempre con l’imperativo di crescere garantendo in ogni bottiglia la massima qualità” – afferma Armando Castagnedi, titolare insieme ai fratelli di Tenuta Sant’Antonio. “Negli ultimi 5 anni abbiamo accompagnato l’aumento dei vigneti del 40% con due nuove strutture per la logistica e l’affinamento, il personale è cresciuto del 10% e i processi sono stati automatizzati. Le complessità affrontate nell’ultimo anno hanno rafforzato la nostra convinzione che, per poter operare al meglio, occorra fare delle scelte, difficili ma necessarie: è il momento di prendere il futuro nelle nostre mani, perché ogni investimento realizzato oggi sarà ciò che ci permetterà, domani, di poter continuare a portare alti i nostri valori nel mondo.”

Famiglia Castagnedi | Tenuta Sant’Antonio

Tenuta Sant’Antonio nasce nel 1995 a Colognola ai Colli (Verona) come sogno dei quattro fratelli Castagnedi che, provenienti da generazioni di viticoltori, si sono impegnati a realizzare vini iconici attraverso tre diversi brand: Tenuta Sant’Antonio, SCAIA e Télos. Continui investimenti hanno spinto un progetto imprenditoriale unico basato su identità, innovazione e sostenibilità, portando l’Azienda, in pochi anni, a diventare un punto di riferimento del territorio con 50 dipendenti, 140 ettari vitati e oltre 1 milione e mezzo di bottiglie prodotte ed esportate in tutto il mondo.

Articolo precedenteAis Veneto, il Raboso a Treviso per due giorni dedicati al vino simbolo del territorio
Articolo successivoImt, oltre 3 milioni di euro per la promozione e gli investimenti in cantina
Redazione di Eroi del Gusto

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.