L’ottava edizione dedicata al Metodo Classico del vulcano porta cinque degustazioni alla cieca tra le cantine etnee, visite in vigna e una serata finale a Palazzo Biscari, a Catania
Può un territorio essere riconoscibile attraverso le sue bollicine, pur esprimendo stili molto diversi? A questa domanda prova a rispondere Spumanti dell’Etna 2026, l’ottava edizione dell’appuntamento dedicato al Metodo Classico, cioè lo spumante rifermentato in bottiglia, prodotto sul vulcano. Da venerdì 27 a domenica 29 novembre sono in programma cinque degustazioni alla cieca, visite in cantina e incontri con i produttori. La chiusura è a Palazzo Biscari, nel centro storico di Catania, con una serata di banchi d’assaggio.
La manifestazione è promossa dall’Associazione Spumanti dell’Etna e finanziata dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura della Sicilia. Al centro ci sono il Nerello Mascalese e il Carricante, i due vitigni simbolo dell’Etna, e la ricerca di un’identità riconoscibile nel bicchiere.
Uno stile plurale
«Negli ultimi anni il Metodo Classico di matrice etnea ha conosciuto un’evoluzione molto interessante, sia in termini quantitativi sia per varietà di interpretazioni», spiega il presidente dell’associazione, Francesco Chittari. Oltre ai due vitigni principali, spiega, è importante raccontare la storia della spumantizzazione sull’Etna. Contano anche le diverse altitudini e versanti, i lunghi affinamenti sui lieviti e il numero crescente di aziende che investono in questa tipologia.
Le produzioni rientrano in parte nella DOC Etna, mentre altre ricadono nella DOC Sicilia e nell’IGT Terre Siciliane. «Il nostro Vulcano non produce uno stile unico, produce condizioni», sottolinea Chittari. «È dalla relazione tra quota, suolo, vitigno, tempo e interpretazione che nasce una matrice riconoscibile, capace di assumere forme diverse senza perdere identità».
Degustazioni alla cieca con vini intrusi
Il programma prevede cinque degustazioni tematiche alla cieca. Si va dai Blanc de Noirs alle produzioni storiche, dai bianchi ai rosati, fino ai lunghi affinamenti sui lieviti. In ogni sessione ci saranno alcuni vini intrusi, da altre zone d’Italia e del mondo, scelti per affinità di stile. Senza etichette, il confronto supera i condizionamenti legati alla provenienza e al prestigio dei marchi. L’obiettivo è capire se esiste un timbro etneo riconoscibile nel bicchiere.
Il programma giorno per giorno
Venerdì 27 novembre, Cantine La Contea (Mascali)
- Ore 18: L’Etna in nero, dedicata ai Blanc de Noirs da Nerello Mascalese, cioè spumanti bianchi da uve a bacca nera. Il confronto alla cieca indaga tensione, struttura, finezza e capacità di evolvere.
- Ore 21: cena leggera.
Sabato 28 novembre, Murgo (Santa Venerina) e Benanti (Viagrande)
- Ore 10: visita in vigneto da Murgo.
- Ore 11: Le origini di un’idea, un viaggio tra i pionieri della spumantizzazione etnea, messi a confronto con vini di altre zone spumantistiche.
- Ore 13: pranzo leggero.
- Ore 17: visita in azienda da Benanti.
- Ore 19: Il volto bianco del vulcano, dedicata al Carricante e alla ricerca dell’eleganza, tra acidità, verticalità e note affumicate.
- Ore 21: cena leggera.
Domenica 29 novembre, Òria (Sant’Agata Li Battiati) e Palazzo Biscari (Catania)
- Ore 11: Etna in rosa, sugli spumanti rosati da Nerello Mascalese.
- Ore 13: pranzo leggero.
- Ore 16: Oltre il tempo, masterclass alla cieca sui lunghi affinamenti sui lieviti, a Palazzo Biscari.
- Dalle 19 alle 22: banchi d’assaggio a Palazzo Biscari.
Nella serata finale oltre venti cantine, produttori ospiti e protagonisti della gastronomia siciliana si ritroveranno nel salone barocco del palazzo. Il pubblico potrà incontrare i produttori e assaggiare le diverse interpretazioni delle bollicine del vulcano, con un percorso gastronomico firmato da chef siciliani. Dopo il confronto alla cieca, saranno finalmente le etichette a svelarsi. Biglietti e informazioni sul sito di Spumanti dell’Etna.



