Presentati a Firenze i dati di Studio Impresa su 130 società vitivinicole regionali: ricavi stabili a 1,431 miliardi ma margini sotto pressione
Un’anteprima su un campione di 130 società vitivinicole toscane mette a fuoco lo stato di salute delle cantine regionali. La fotografia, scattata dal Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, mostra un settore che nel complesso tiene. I margini restano però sotto pressione, con maggiori difficoltà per le imprese più piccole. I risultati preliminari sono stati presentati venerdì 23 ottobre nella Sala del Gonfalone del Consiglio Regionale della Toscana a Firenze, durante l’incontro “I bilanci del vino”, promosso dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino e da Le Donne del Vino Toscana.
I saluti istituzionali e l’importanza della cultura finanziaria
Stefania Saccardi, presidente del Consiglio Regionale della Toscana, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di sostenere le imprese di fronte ai cambiamenti dei mercati. Donatella Cinelli Colombini, delegata toscana de Le Donne del Vino, ha evidenziato come la cultura finanziaria sia essenziale per tutelare il valore aziendale. Rosario Di Lorenzo, presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, ha ribadito che comprendere bilanci e margini significa costruire il futuro del comparto vitivinicolo.
L’analisi economica: ricavi stabili e margini in calo
Luca Castagnetti di Studio Impresa ha presentato i primi risultati dell’analisi. Nel 2025 i ricavi complessivi hanno raggiunto 1,431 miliardi di euro, registrando una flessione dello 0,2% sul 2024 ma restando superiori del 2,2% al 2023. Il margine EBITDA è calato per circa il 63% delle imprese analizzate. Di contro, 64 aziende hanno aumentato il fatturato e 28 di queste hanno migliorato anche la redditività. La crisi internazionale penalizza soprattutto i vini rossi, prevalenti nella produzione toscana. Per superare questa fase servono dati chiari e decisioni rapide sulla continuità finanziaria.
Il controllo di gestione e il supporto del credito
Davide Gaeta, professore dell’Università di Verona, ha indicato nello stato patrimoniale e nel controllo di gestione due strumenti decisivi. Analizzare i centri di costo, dal vigneto al marketing, permette di calcolare il margine reale e il punto di pareggio. Emanuele Fontana di Crédit Agricole Italia ha confermato che il sistema bancario sostiene questo percorso attraverso credito e consulenze dirette. L’incontro ha evidenziato la necessità di affiancare alla qualità produttiva una gestione consapevole di liquidità, costi e investimenti.



