Il panel di degustazione sceglie alla cieca una barrique di vino da vitigni resistenti dell’azienda di Breganze: le 300 bottiglie numerate sosterranno il Progetto Lucy della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto contro le malattie della retina
Parte la diciassettesima edizione del progetto solidale Santalucia. A inaugurarla sono l’azienda agricola Maculan di Breganze, in provincia di Vicenza, e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Ets.
Mercoledì 28 ottobre, nella sede dell’azienda, si è riunito il panel di degustazione che sceglie alla cieca il Santalucia 2025. Critici enogastronomici, giornalisti, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni hanno assaggiato sei campioni. Per la prima volta nella storia del progetto, la scelta è caduta su una barrique di vino PIWI, cioè da vitigni resistenti alle malattie fungine. Da questa barrique nasceranno 300 bottiglie solidali, uniche e numerate, a sostegno della ricerca della Fondazione sulle malattie oculari.
Un vino da vitigni resistenti
“Santalucia 2025 fa bene alla vista, ma anche all’ambiente!”, spiega Fausto Maculan, titolare dell’azienda. “Quest’anno, infatti, la commissione ha selezionato il campione da uve PIWI, vitigni resistenti alle malattie fungine che richiedono un minor numero di trattamenti in vigneto”.
Maculan ha piantato queste varietà nel 2007, per rafforzare l’approccio sostenibile alla viticoltura. Si tratta del Cabernet Volos e del Merlot Khorus, vinificati in piccoli tini di acciaio e poi affinati in barrique di rovere. “Il vino Santalucia 2025 sfoggia un intenso profumo di frutta rossa, in bocca è ricco e rotondo, con una freschezza e una tannicità che prospettano una lunga vita e un’affascinante evoluzione”, aggiunge Maculan.
Il Progetto Lucy contro la degenerazione maculare
“Grazie a Fausto Maculan e all’azienda Maculan il progetto Santalucia da diciassette anni è per noi l’occasione di incontrare sostenitori attenti agli obiettivi della ricerca”, afferma Diego Ponzin, presidente della Fondazione Banca degli Occhi. “Quest’anno l’obiettivo è ambizioso e riguarda un progetto di cura delle patologie retiniche, principale causa di cecità nel mondo occidentale”.
Il ricavato delle 300 bottiglie andrà infatti al Progetto Lucy contro la degenerazione maculare legata all’età. Lo studio è stato avviato con il National Eye Institute di Bethesda, negli Stati Uniti, e si ispira alle ricerche di Shin’ya Yamanaka, premio Nobel per la medicina nel 2012. L’obiettivo è riprogrammare le cellule del sangue del paziente in cellule sane dell’epitelio retinico. La collaborazione nasce, del resto, dalla lunga esperienza della Fondazione nella terapia cellulare.
Le etichette dipinte a mano
Anche quest’anno la veste artistica del Santalucia sarà presentata durante la cena benefica del 10 dicembre al ristorante Le Calandre di Sarmeola di Rubano, in provincia di Padova. Le 300 etichette, uniche e dipinte a mano, sono realizzate dall’atelier In.Perfetto della cooperativa sociale Vite Vere Down Dadi di Padova. È un luogo di formazione professionale per persone con disabilità intellettiva. Lo scorso anno, invece, la presentazione dell’iniziativa aveva chiuso la sedicesima edizione.



