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Tenuta della Cascinassa conquista “Pizza a Vico”: il binomio tra vino e pizza d’autore

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L’azienda piemontese porta le sue otto etichette a “Pizza a Vico” 2026, celebrando l’incontro tra i Colli Tortonesi e la Penisola Sorrentina

Il legame tra la pizza artigianale e il vino di alta qualità si conferma un binomio vincente e sempre più apprezzato dal pubblico e dagli addetti ai lavori. A darne un’ulteriore dimostrazione è stata la recente edizione di “Pizza a Vico”, l’ormai tradizionale manifestazione enogastronomica che celebra una delle specialità più iconiche della tradizione italiana nello splendido contesto di Vico Equense, borgo affacciato sulle scogliere della penisola sorrentina.

In questo scenario suggestivo, la Tenuta della Cascinassa – giovane e dinamica realtà vitivinicola con sede a Pozzol Groppo, in provincia di Alessandria – è stata grande protagonista portando in degustazione l’intera gamma delle sue produzioni. Rappresentata dalla Direttrice Commerciale Paola Longo, la cantina ha accompagnato le creazioni degli oltre cento maestri pizzaioli presenti all’evento attraverso un articolato percorso di wine pairing, concepito per valorizzare sia l’identità del territorio piemontese sia le peculiarità della pizza vicana.

Il racconto di un territorio attraverso otto etichette d’eccellenza

Il percorso sensoriale proposto dalla Tenuta della Cascinassa ha visto in prima linea il Timorasso, vitigno autoctono dei Colli Tortonesi attorno al quale gravita la filosofia produttiva dell’azienda. In degustazione sono stati presentati il Derthona 2023, caratterizzato da spiccata freschezza, note di gelsomino e spunti salini (valutato con 95 punti da James Suckling), il Baloss 2023, contraddistinto da una spiccata tensione minerale e sentori di pietra focaia e pesca, e il Ramblè 2023, fermentato e affinato per dodici mesi in tonneaux di rovere francese, fresco vincitore della Medaglia d’Oro al Concours Mondial de Bruxelles 2026.

Accanto ai grandi bianchi, l’azienda ha portato in Campania il rosato Berenis 2024 da uve Barbera, oltre a due diverse declinazioni rosse dello stesso vitigno: il Velluto 2024, vinificato in acciaio per preservare l’immediatezza del frutto, e il Fumarin 2023, affinato in legno. A completare la selezione rossa si è aggiunto il Bricco della Guardia 2024, un elegante Pinot Nero coltivato a 300 metri d’altitudine, che ha conquistato 97 punti nell’Annuario Luca Maroni, segnando il punteggio più alto mai ottenuto dalla tenuta. A chiudere il cerchio delle degustazioni è stato infine il Rever, primo passito di Timorasso al mondo.

L’arte dell’abbinamento con la pizza al metro

Gli accostamenti sono stati studiati nei minimi dettagli per dialogare con la tipica pizza di Vico Equense, famosa per la sua consistenza croccante, il cornicione ben alveolato e la caratteristica cottura “al metro” servita su lunghi taglieri di legno. Il Berenis e il Derthona si sono rivelati perfetti in abbinamento alle classiche Margherita e Marinara, dove l’acidità e la sapidità del vino hanno bilanciato la tendenza dolce del pomodoro e la latticità del fiordilatte.

I Timorasso di maggiore struttura, insieme alle Barbera e al Pinot Nero, hanno invece scortato le pizze più elaborate e ricche di condimenti saporiti, dimostrando la grande versatilità del vino a tutto pasto. Per il gran finale, il passito Rever ha accompagnato la chiusura dei percorsi degustativi.

Soddisfazione per l’esito dell’iniziativa è stata espressa da Sara Dell’Acqua, alla guida della Tenuta della Cascinassa insieme alla propria famiglia. L’imprenditrice ha sottolineato come la pizza sia un piatto complesso, capace di richiedere sfumature enologiche differenti a seconda della ricetta, evidenziando il grande calore con cui il pubblico campano ha accolto un bianco piemontese d’eccellenza come il Timorasso. Un’esperienza che conferma come l’evoluzione dei consumi passi sempre più attraverso la ricerca di accostamenti moderni, curiosi e di grande piacevolezza.

 

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