Home Vino, Birre e Drink Bardolino e Chiaretto, l’enoturismo traina le esportazioni

Bardolino e Chiaretto, l’enoturismo traina le esportazioni

0

Il 60% del giro d’affari arriva dall’estero, spesso dagli stessi Paesi dei turisti del Garda: il Consorzio avvia un percorso formativo per i soci e guarda alla Polonia

Il Chiaretto insidia il primato del Bardolino. Il primo rosato italiano vale oggi circa 8,8 milioni di bottiglie ed è cresciuto lo scorso anno del 3%. Il Bardolino Doc resta invece in testa con 9,5 milioni. Tuttavia il margine si fa sempre più stretto, anche perché il Chiaretto va meglio sui mercati esteri.

Sono i dati con cui il Consorzio Vini Bardolino fotografa i suoi due vini, Bardolino e Chiaretto, nell’anno del centenario.

Le esportazioni di Bardolino e Chiaretto

Le esportazioni valgono il 60% del giro d’affari. I principali mercati sono Germania, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Scandinavia, Stati Uniti, Canada e Giappone. Non a caso, sono in gran parte gli stessi Paesi da cui arrivano i milioni di turisti che ogni anno visitano la sponda veronese del Lago di Garda.

Proprio l’enoturismo, secondo il presidente del Consorzio Fabio Dei Micheli, “può rappresentare l’occasione per incrementare il business del nostro settore”. “Notiamo infatti come, oltre ai consumi in loco generati dai 15 milioni di presenze turistiche annue, la fidelizzazione dei nostri ospiti permanga una volta tornati a casa”, spiega. “Dobbiamo lavorare su questo aspetto, a partire dalla formazione, dalla strutturazione di un’offerta enoturistica a rete lungo l’area lacustre e da una promozione dei nostri prodotti”.

Un percorso formativo per i soci

Per questo, dal 15 ottobre partirà un percorso formativo aperto a tutti i soci. Il programma si concentra su identità e racconto della denominazione, costruzione dell’offerta e accoglienza. Inoltre affronterà vendita diretta, comunicazione digitale e rete territoriale.

Promozione 2027 e nuovi mercati

Intanto il Consorzio lavora già al programma di promozione 2027. Proseguirà quindi sulle strade già avviate: formazione, dialogo con le istituzioni locali, crescita qualitativa dei vini e presenza alle principali fiere di settore. Continuerà anche la valorizzazione dell’offerta enoturistica, con l’obiettivo di un’identità condivisa, più riconoscibile e coerente.

Sul fronte internazionale, infine, dopo la Repubblica Ceca il Consorzio guarda alla Polonia. A Varsavia, infatti, sono già in programma alcune degustazioni

Articolo precedenteQualità dei prodotti alimentari, a Bologna il 14 ottobre
Articolo successivoCibo 2050, ad Alba il 21 ottobre le sfide dell’agroalimentare

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.