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Turismo a Torre Annunziata: nuovo progetto legato all’enogastronomia nelle fiere di settore in Italia e in Europa

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Gli ideatori sono pronti a portarlo nelle fiere di settore in Italia e in Europa

“Il nostro progetto legato ad una nuova forma di turismo enogastronomico, che prevede un vero e proprio percorso turistico che racconta la storia della città oplontina, dall’antico oleificio al pastificio Setaro, passando per il sito archeologico di Oplonti, raccontando anche lo studio della pizza, sarà presentato ai tour operator stranieri, nei prossimi mesi nelle fiere del settore a Rimini, Londra, Madrid e Berlino”. Lo ha annunciato il titolare di Tenuta Nunziata, Gino Camera nel corso del convegno “Oplonti e la villa di Poppea. Il futuro di un sito archeologico”, tenutosi nel suggestivo scenario della tenuta venerdì 18 settembre alla presenza del generale Giovanni Capasso, direttore generale per il supporto all’attuazione del programma dell’Unità Grande Pompei; dei sindaci del comprensorio vesuviano; del senatore M5S Orfeo Mazzella; del commissario del Comune di Torre Annunziata, Gianluca Orlando.

“Sono convinto – ha ripreso Camera – che il mio non è un discorso utopico e che, attraverso un lavoro sinergico si possa davvero sviluppare una visione completamente nuova dell’idea di turismo sul nostro territorio, coinvolgendo in maniera sinergia alcune grandi eccellenze del nostro territorio, nonché gli amici Vincenzo Setaro e Vincenzo Pagano”. Il convegno ha fatto registrare una buona partecipazione di pubblico, con la presenza anche di una delegazione dell’istituto alberghiero Graziani diretto da Maria Pisciuneri, che si è occupato con i suoi alunni dell’accoglienza e del servizio. Il commissario di Torre Annunziata, Gianluca Orlando, ha lanciato segnali di ottimismo per il futuro della città: “Si pensa che il commissariamento – ha detto – serva soltanto a traghettare la città verso nuove elezioni, ma non è così. Siamo qui anche per accompagnare in nuovi percorsi gli imprenditori che hanno idee nuove per rilanciare il territorio. Sono ottimista, perché questo genere di iniziative fanno capire che la città è presente, che vuole reagire, che vuole un cambiamento. I segnali che raccolgo quotidianamente da quando sono qui, con i miei colleghi, sono incoraggianti”.

 

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