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Vinitaly 2025 archivia un’edizione internazionale e ricca di appuntamenti

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La 57ª edizione di Vinitaly 2025 si è chiusa con la sensazione che il mondo del vino italiano abbia voluto dare un segnale chiaro: compattezza, voglia di lavorare e capacità di reagire anche in una fase non semplice per i mercati internazionali

Nei quattro giorni di manifestazione, tra i padiglioni di Veronafiere, si è respirata un’atmosfera dinamica, fatta di incontri, degustazioni e appuntamenti di lavoro, con molte aziende impegnate a rafforzare relazioni commerciali e a costruire nuove opportunità sui mercati esteri.

A confermare questa impressione arrivano anche i numeri: la manifestazione ha registrato circa 97.000 presenze complessive, con un’incidenza degli operatori esteri salita al 33% del totale. Sono stati oltre 32.000 i buyer provenienti da più di 130 Paesi, con un incremento del 7% rispetto all’edizione precedente. Tra i principali mercati di riferimento per il vino italiano si è registrata una crescita degli arrivi da Stati Uniti e Germania (+5%), mentre il Regno Unito ha segnato un incremento ancora più marcato, con un +30%. Dati che confermano come la dimensione internazionale della fiera continui a rafforzarsi anno dopo anno, nonostante un contesto globale caratterizzato da tensioni geopolitiche e dall’incertezza legata ai dazi sul mercato statunitense.

Proprio questo scenario è stato uno dei temi più discussi durante la manifestazione. Nonostante le preoccupazioni, il settore ha dimostrato una buona capacità di fare sistema. In questo senso, Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, ha sottolineato come l’edizione 2025 abbia rappresentato un momento importante per ribadire l’unità della filiera e la volontà di affrontare con determinazione le sfide dei mercati internazionali. Non è un caso che la manifestazione abbia visto anche una presenza istituzionale significativa: per la prima volta hanno visitato ufficialmente la fiera due commissari europei, Christophe Hansen e Olivér Várhelyi, a testimonianza dell’attenzione crescente delle istituzioni verso un comparto strategico per l’economia agroalimentare europea.

Accanto alla dimensione strettamente commerciale, l’edizione 2025 ha messo in luce anche alcune tendenze che stanno emergendo nel mondo del vino. Tra le novità più interessanti c’è stato l’esordio di Vinitaly Tourism, il progetto dedicato all’enoturismo, che punta a valorizzare il legame tra vino, territori e accoglienza. Allo stesso tempo la manifestazione ha dato spazio a nuove sensibilità di consumo, con focus su vini No e Low alcohol, Raw Wine e produzioni in anfora, segnali di un mercato in continua evoluzione e sempre più attento alle nuove richieste dei consumatori.

Tra gli appuntamenti collaterali più interessanti emersi durante i giorni della fiera va segnalata anche la presentazione della 33ª edizione del Mondial des Vins Extrêmes, l’unico concorso enologico al mondo dedicato ai vini provenienti da viticoltura eroica e organizzato dal CERVIM. L’evento, annunciato durante il Vinitaly, si svolgerà il 20 e 21 settembre 2025 a Sarre, in Valle d’Aosta, e sarà accompagnato anche dalla quinta edizione dell’Extreme Spirits International Contest, dedicato ai distillati ottenuti da vinacce, fecce e vino provenienti da territori estremi. Tra le novità più attese di quest’anno c’è il ritorno, dopo cinque anni, della cerimonia di premiazione e della degustazione dei vini vincitori al Forte di Bard, che si svolgerà nel contesto di Vins Extrêmes, in programma il 22 e 23 novembre.

Sempre tra incontri e degustazioni organizzati durante la manifestazione, grande attenzione è stata dedicata anche ai territori emergenti del vino italiano. Tra questi la Calabria, protagonista di diverse iniziative tra masterclass e momenti di approfondimento dedicati alla sua tradizione vitivinicola. In particolare, una degustazione guidata dal giornalista Federico Latteri ha accompagnato i partecipanti in un percorso attraverso dodici etichette rappresentative della regione, raccontando la storia e le caratteristiche di vitigni simbolo come Gaglioppo e Greco Bianco, espressione di una viticoltura profondamente legata al paesaggio mediterraneo e alle radici storiche dell’antica Enotria.

La fiera non si è però limitata al quartiere espositivo. Anche quest’anno grande partecipazione si è registrata per Vinitaly and the City, il fuori-salone dedicato ai wine lover che anima il centro storico di Verona, contribuendo ad allargare l’esperienza della manifestazione oltre gli spazi della fiera e coinvolgendo appassionati e curiosi.

Naturalmente non mancano gli aspetti su cui continuare a lavorare. Tra questi resta il tema della viabilità e degli accessi al quartiere fieristico, una criticità storica per un evento che negli anni è cresciuto molto sia in termini di espositori sia di visitatori. Negli ultimi anni sono stati fatti diversi interventi per migliorare i servizi e la gestione dei trasporti, ma resta evidente la necessità di ulteriori soluzioni condivise con le istituzioni locali per rendere più agevole la gestione dei flussi durante i giorni della manifestazione.

Nel complesso, tuttavia, Vinitaly 2025 si archivia come un’edizione solida e partecipata, capace di confermare il ruolo di Verona come punto di riferimento internazionale per il vino italiano. Lo sguardo ora è già rivolto alla prossima edizione, in programma dal 12 al 15 aprile 2026, con l’auspicio che il lavoro avviato quest’anno possa tradursi in nuove opportunità di crescita per l’intero settore.

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