Home Eventi A Slow Wine, Coffee Coalition svela i segreti del caffè di terroir

A Slow Wine, Coffee Coalition svela i segreti del caffè di terroir

0
Lavorazione caffè Honaduras Fratelli Bonacchi

Fratelli Bonacchi unisce alla degustazione e al racconto di cinque caffè da Messico, Honduras ed Etiopia la presentazione della carta dei caffè per ristoranti e locali

La Slow Wine Fair 2026 organizzata da BolognaFiere, che si terrà dal 22 al 24 febbraio con la direzione artistica di Slow Food, vedrà anche una cospicua partecipazione di torrefattori ed esperti della Slow Food Coalition, la rete internazionale che riunisce gli attori della filiera del caffè “buono, pulito e giusto”.

La Coalizione, nata nel 2021, si fonda su un manifesto che promuove dieci principi cardine, tra cui: sostenibilità ambientale, giustizia sociale, trasparenza e tracciabilità, educazione al consumo. La rete unisce una vasta gamma di figure professionali e appassionati, coltivatori, torrefattori, consumatori e partner tecnici.

Al padiglione 15 / A sarà dunque possibile imparare ad assaggiare in modo consapevole, a riconoscere e scegliere il caffè di qualità e per scoprire le tante analogie che legano vino e caffè. Oltre a essere due bevande centrali nella cultura gastronomica italiana, derivano entrambi da un frutto, si differenziano in base al territorio di provenienza, sono caratterizzati da diverse varietà e particolari sentori aromatici, hanno determinate regole di servizio.

Tra i protagonisti leader della coalizione ci sono Sandro e Samuele Bonacchi che grazie a degustazioni, laboratori, masterclass, seminari e performance accompagnano i propri ospiti alla scoperta del parallelismo fra i due mondi agricoli del vino e del caffè di terroir attraverso il racconto della botanica, dei territori, delle tecniche di coltivazione e raccolta dei frutti, dei processi di lavorazione e trasformazione fino alla ricerca del flavore perfetto.

Al centro della filosofia di Fratelli Bonacchi ci sono il Paese, la regione, il produttore, la varietà, l’altitudine, il metodo di lavorazione, il rispetto per i lavoratori e l’ambiente. Tra caffè e vino le fasi della degustazione in fondo sono simili: esame visivo, olfattivo e gustativo ma sono ancora pochi i ristoranti, gli hotel e i locali di somministrazione che presentano carte dei caffè.

E nell’introdurre parole come terroir, bouquet aromatico o cru si crea un collegamento al mondo del vino. Per entrambe le realtà si può parlare di vitigno o varietà (nel caso del caffè), a cui si aggiunge il lavoro di trasformazione fatto dall’uomo: la vinificazione o la tostatura. Il processo di lavorazione resta una parte determinante del risultato in tazzina proprio come lo è per il calice del vino.

La filosofia di riferimento trova ispirazione in alcuni concetti chiave: approccio agricolo ecologico e socialmente responsabile. La mission è migliorare in modo costante la consapevolezza di baristi, ristoratori e consumatori attraverso proposte di caffè “buoni, puliti e giusti”.

Baristi e ristoratori diventano Aromateller, sommelier del caffè, e ne raccontano il flavore, ovvero le percezioni organolettiche di aromi, gusti e corpo. Ecco che l’analisi sensoriale si incrocia con il racconto delle ragioni profonde che hanno portato a ottenere un determinato caffè di cui si conoscono le vere origini.

È proprio l’innovativo sistema Ten, che adotta una cialda in carta da 10 grammi di caffè (il 40% in più di dose classica), a garantire la migliore espressione del terroir in tazza, ovvero una perfetta estrazione per godere al meglio della soluzione espresso.

I caffè di terroir Bonacchi 100% Arabica che gli ospiti potranno degustare sono quelli garantiti dalla Slow Food Coffee Coalition: Finca Alfolì (varietà Parainema, metodo naturale, proveniente da Alfolì, Honduras); Finca La Victoria (Varietà Oro Azteca, metodo lavato, proveniente da Sierra Norte de Puebla, Messico); Finca Rio Colorado (varietá Parainema, Lempira, Obatá provenienti da San Pedro de Copán, Las Capucas, Honduras); Dona Elda (varietà 100% Parainema, metodo naturale, proveniente da San Pedro de Copán, Las Capucas, Honduras); Guji Hambela (Etiopia, Oromia, Villaggio Benti Nenka, 100% Arabica 74114, processo a fermentazione anaerobica 7-10 giorni). Alle degustazioni si accompagnerà un focus sulla carta dei caffè, un progetto pensato per ristoranti e locali che vogliono dare senso anche all’ultima portata con la stessa cura riservata a tutte le altre.

Articolo precedenteCollettiva marchigiana presente alla Slow Wine Fair 2026
Articolo successivoGiornata del Pistacchio: il gusto che fa bene, con La Molisana

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.