All’ottava edizione, alla Reggia di Portici, la presentazione della Guida alle aziende vitivinicole della Campania, il primo panel test per la cozza campana e show cooking tra Napoli e Norvegia
Oltre 400 vini di circa 150 aziende campane hanno chiuso l’ottava edizione di Eruzioni del Gusto, il 26 ottobre alla Reggia di Portici. La manifestazione, promossa dall’associazione culturale Oronero, è dedicata all’enogastronomia, alla viticoltura e all’enoturismo dei territori vulcanici della Campania e del resto d’Italia.
Prima della degustazione finale è stata presentata l’undicesima edizione della Guida delle aziende vitivinicole e vinicole e dell’enoturismo della Campania. La guida racconta i vini della regione da Terra di Lavoro al Vesuvio, dai Campi Flegrei a Ischia, passando per Irpinia, Sannio, Cilento, Costa d’Amalfi e Penisola Sorrentina. La realizza la Regione Campania con l’AIS Campania, l’Associazione Italiana Sommelier, che ha curato anche la degustazione.
La cozza campana verso l’IGP
Tra gli appuntamenti c’è stato anche quello dedicato alla cozza campana. La Regione Campania, con il programma europeo FEAMPA, ha ospitato il primo panel test ufficiale, cioè un assaggio tecnico condotto da giudici addestrati. È un passo importante nel percorso verso l’Indicazione Geografica Protetta.
«Il riconoscimento è in itinere», ha spiegato Vincenzo Peretti, ordinario di Genetica veterinaria all’Università di Napoli Federico II. La Regione ha già dato il suo via libera, e il prossimo passo è completare la documentazione per il Ministero dell’Agricoltura, in parte già presentata. «Sarà un processo lungo che richiederà qualche anno, ma puntiamo alla formazione e all’informazione». Per questo, ha aggiunto, il primo panel test si è svolto proprio a Portici.
Raffaele Schiavone, presidente del Consorzio Produzione Molluschi Regione Campania OP, ricorda che in Campania operano due organizzazioni di produttori di mitili. Insieme rappresentano più dell’80% della produzione regionale di cozze. «Stiamo cercando di ottenere un riconoscimento dal Ministero per il tipo di lavorazione che noi facciamo con le cozze, per le procedure che seguiamo», ha spiegato.
Per Fabio Postiglione, presidente dell’Organizzazione Produttori Mytilus Campaniae, la cozza è uno degli alimenti distintivi della Campania. Il suo consumo, ricorda, è documentato già dall’VIII secolo avanti Cristo, e diversi ricettari antichi ne parlano. «Oltretutto il re Borbone era famosissimo per questo». Sull’IGP resta fiducioso: «È un processo lungo, ovviamente, difficoltoso, che però dovrebbe arrivare, speriamo, a buon fine».
Show cooking tra Napoli e Norvegia
Nella giornata conclusiva non sono mancati degustazioni e show cooking. La pizza con il baccalà, abbinata a un bianco campano, ha unito Napoli e la Norvegia. L’ha raccontata la produttrice norvegese Katharina Mossen: scarola riccia napoletana con olio, sale e pepe e baccalà delle Isole Lofoten cotto a bassa temperatura.
In degustazione anche la pasta mista con fagioli di Controne, salvia, limone e bottarga di tonno rosso. C’era poi la pasta e fagioli con le cozze e il pomodorino del piennolo. Nel cortile dell’Orto botanico, inoltre, show cooking con stoccafisso, baccalà e salmone, abbinati a vini vulcanici, e la pizza napoletana 100% campana. Spazio anche a piatti con il tonno rosso e agli spaghetti con le cozze.
Gli chef Giuseppe Sorrentino, presidente dei cuochi napoletani, e Antonio Esposito hanno proposto la Pasta di Gragnano IGP con totano e patate. Il piatto era servito su una zuppetta di broccolo napoletano con polvere di basilico.
Formazione, incontri e consorzi
La giornata si è aperta con il corso per giornalisti Informazione, sostenibilità e sicurezza alimentare, organizzato con l’Ordine dei Giornalisti. In questa occasione l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno ha lanciato un patto tra mondo scientifico e giornalisti contro le notizie false o errate. Il direttore generale Giuseppe Iovane ha chiesto «un supporto giornalistico corretto e un’informazione scientifica altrettanto corretta». Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha accolto con favore l’accordo e si augura che diventi un modello anche fuori regione.
A seguire la Conferenza nazionale sulla viticoltura a piede franco, cioè con viti non innestate, a cura di Gaetano Cataldo dell’Associazione Identità Mediterranea. Poi il confronto Promozione delle aree interne: nuovi operatori e nuove idee per un enoturismo di qualità, moderato da Luciano D’Aponte. Al termine sono stati consegnati gli attestati dei corsi per operatore enoturistico organizzati dalla Regione Campania.
Negli stand erano presenti i Consorzi di tutela dei vini della Campania e di altre regioni, tra cui il Consorzio Etna Doc. C’erano anche i Consorzi del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop e del Provolone del Monaco Dop. Accanto a loro la Colatura di Alici di Cetara Dop, la Pasta di Gragnano Igp, gli oli della Campania, Toscana Promozione Turistica, Vetrina Toscana e l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani.
Eruzioni del Gusto ha il sostegno della Regione Campania. Per il secondo anno si è svolta alla Reggia di Portici, sede del Dipartimento di Agraria della Federico II e del MUSA, i Musei di Scienze Agrarie.



