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Eruzioni del Gusto a Radica: enoturismo àncora di salvezza

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Alla Reggia di Portici il presidente delle Città del Vino Angelo Radica ha parlato di turismo del vino con i consorzi di tutela campani: calo dei consumi, formazione nelle cantine e il modello dell’Etna

“L’enoturismo è un’àncora di salvezza”. È il messaggio lanciato da Angelo Radica, presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino e di Recevin, la Rete europea delle Città del Vino. Radica è intervenuto nella Sala Cinese della Reggia di Portici, durante uno dei talk di Eruzioni del Gusto, la manifestazione promossa dall’associazione culturale Oronero, Dalle Scritture del Fuoco.

Secondo Radica, il turismo del vino non è più un’opzione di contorno per le aziende vitivinicole. È invece una necessità strategica e una leva di sopravvivenza per l’intero comparto.

La serata di gala al Galoppatoio Reale

Quest’anno Eruzioni del Gusto si è aperta con l’anteprima della serata di gala nel Galoppatoio Reale della Reggia. La cena è stata curata da Villa Signorini con gli chef campani guidati da Ludovico D’Urso e Antonio Esposito, insieme ai sommelier dell’Ais Campania.

Nel menù ha dominato il mare, con i prodotti ittici della Campania e il baccalà delle isole Lofoten. In tavola, poi, crostini alla genovese, Pasta di Gragnano Igp e torchietti di grano duro con pomodorini del Piennolo e fonduta di Provolone del Monaco. A seguire, un turbante di spigola con purea di patate e verdure. Per la Toscana, invece, straccetti di grano verna con ragù di cinta senese. I vini erano de La Guardiense, dalle bollicine ai bianchi e ai rossi. Infine, cioccolato dei maestri napoletani e un liquore beneventano.

Il talk sull’enoturismo

L’incontro è stato moderato da Carmine Maione, presidente dell’associazione Oronero, e introdotto dai saluti di Flora Della Valle, dirigente del settore Politiche per la competitività dell’agroalimentare campano della Regione Campania. Al tavolo c’erano i consorzi di tutela del vino della regione: Sannio con Carmine Coletta, Irpinia con Arturo Erbaggio, delegato dal presidente, Vitica, Salerno con Alferio Romito, delegato dal presidente, e Vesuvio con Ciro Giordano. Ha partecipato anche la giornalista Floriana Schiano Moriello, specializzata in cultura enogastronomica e promozione territoriale.

Radica ha richiamato l’attenzione sui cambiamenti del mercato e dei consumi. “Nei primi sei mesi dell’anno registriamo un calo nelle esportazioni, che in questi vent’anni hanno salvato il settore”, ha spiegato. “Se nel 1985 un italiano beveva 100 litri di vino all’anno e oggi ne beve meno di 30, a fronte di una produzione che resta elevata, è chiaro che l’enoturismo non è ‘oh che bello’: l’enoturismo è un’àncora di salvezza. O facciamo questo oppure il settore del vino avrà seri problemi”.

La formazione in cantina

Il presidente delle Città del Vino ha poi affrontato il tema della formazione, partendo dalle esigenze delle piccole e medie cantine italiane. “Le aziende che fanno enoturismo hanno spesso sotto i 500 mila euro di fatturato e non hanno la possibilità di chiamare l’esperto esterno. Per questo la formazione la devono fare i titolari e i collaboratori familiari”, ha detto.

“Non serve creare un esercito di consulenti che poi non trovano lavoro nelle strutture”, ha aggiunto. “Serve una formazione di qualità rivolta a chi vive e lavora in cantina, perché nessuno sa trasmettere le emozioni e la storia di una vigna meglio di chi la conduce ogni giorno”.

Il modello dell’Etna

Radica ha citato infine l’esempio dell’Etna, un modello di sviluppo e integrazione territoriale da studiare accanto alla classica realtà toscana. Da qui ha indicato la strada per la Campania e i suoi consorzi.

“Una cantina offre almeno sei prodotti turistici diversi durante l’anno: dal foliage al paesaggio, dalla vendemmia alle visite invernali. Il turista cerca un’esperienza sempre nuova e territori autentici”, ha osservato. “Per far funzionare l’enoturismo servono strade che funzionano, connessione internet, capacità di accoglienza e un’azione corale tra Regione, Comuni e Consorzi. Non dobbiamo scimmiottare altri modelli, ma valorizzare le nostre specificità con interventi mirati e continui”.

A chiudere la giornata è stato l’incontro “Il nuovo enoturismo, dalla degustazione all’esperienza a 360 gradi”. Ne è stata protagonista Susanne Wess, giornalista e fondatrice di Wine2Stay, piattaforma italiana dedicata solo all’enoturismo.

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