Secondo l’Osservatorio Uiv, le spedizioni verso i mercati extra-Ue crescono quasi dell’8%. Frescobaldi: recupero Usa sostenuto dalla ricostituzione delle scorte e dai rossi
Per il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi: «I dati provvisori sono positivi rispetto a un’estate 2025 da incubo, ma per parlare di normalizzazione del mercato bisogna aspettare. Rispetto al terzo trimestre di 2 anni fa siamo infatti ancora indietro del 10% e i consumi reali degli americani rimangono negativi (-5,3% da inizio anno per i vini italiani secondo SipSource, la piattaforma che misura le vendite dei distributori ai punti vendita). Per questo – ha aggiunto il presidente Uiv – l’impressione è che questa dinamica, certamente positiva, sia generata più dall’esigenza del trade Usa di ricostituire magazzino che non a un aumento dei consumi. In ogni caso, è il segnale che gli Stati Uniti non hanno intenzione di fare a meno dei nostri vini e in particolare dei rossi, veri protagonisti della fiammata estiva con un +33% in valore e un incremento del prezzo medio di oltre il 15%».
Considerando il cumulato gennaio-settembre, i trend a valore dei top 5 buyer (Usa, Uk, Canada, Svizzera, Giappone) rimangono negativi mentre prosegue la corsa della Russia e della Cina, che segnano crescite attorno al 20% e si conferma in luce verde il Brasile.



