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Locanda Trionfale, la trattoria di due fratelli a Prati

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Locanda Trionfale: i titolari con lo chef nella sala del locale

A due passi dal Mercato Trionfale, Lucrezia ed Edoardo Marinucci guidano con lo chef ventitreenne Emiliano Cordisco una locanda romana legata al rione, tra spesa quotidiana al mercato e una cantina di piccoli produttori italiani

A Roma, nel quartiere Prati, Locanda Trionfale racconta una nuova generazione di osti. Il locale si trova in via Tolemaide, a pochi passi dal Mercato Trionfale. Lo guidano Lucrezia ed Edoardo Marinucci, fratelli di ventiquattro e trent’anni, che hanno scelto di costruire un’autentica trattoria di quartiere, lontana dai luoghi comuni turistici del centro storico.

Il loro progetto nasce dal desiderio di ridare centralità alla figura dell’oste, capace di ascoltare la sala e di creare legami stabili con i residenti. Il lavoro quotidiano, inoltre, si svolge a stretto contatto con i banchi del mercato rionale. Così la tavola popolare ritrova pulizia tecnica, tempi lenti e prezzi misurati.

Due fratelli e il mestiere dell’oste

Cresciuti con la passione per la convivialità della domenica, Lucrezia ed Edoardo hanno aperto il locale tre anni fa. Fin dall’inizio hanno puntato su un ambiente caloroso e senza sovrastrutture. La sala è il perno dell’attività: ogni tavolo viene seguito con garbo, senza distacco e senza formalità ingessate.

“Volevamo ricreare il clima delle vecchie locande di quartiere, un posto accogliente dove le persone potessero sentirsi davvero a casa”, racconta Lucrezia. La scelta di Prati, del resto, risponde alla volontà di difendere l’identità gastronomica del rione dall’omologazione. Per i due fratelli la trattoria resta quindi una scuola di accoglienza, dove la confidenza familiare si unisce al controllo rigoroso del servizio.

In cucina una brigata giovanissima

La cucina è guidata dallo chef Emiliano Cordisco, classe 2003. A ventitré anni coordina la brigata dopo diverse esperienze nelle cucine romane. Il dialogo costante tra sala e fornelli impone una disciplina rigorosa, attenta ai tempi e alla valorizzazione del quinto quarto. Inoltre la vicinanza d’età tra titolari e cuoco porta a una gestione dinamica, che unisce la memoria delle nonne a cotture moderne.

“La nostra giovane età impone una responsabilità precisa verso i clienti: non concediamo spazio all’approssimazione e vogliamo che la freschezza delle materie prime sia evidente a ogni boccone”, sottolinea Edoardo.

Una corte rionale con dettagli d’epoca

Entrare nel locale significa lasciarsi alle spalle il traffico dei viali di Prati. La sala interna ospita trentacinque coperti ed è dominata da una parete scenografica che riproduce la facciata di un palazzo di paese. Persiane in legno, balconcini in ferro battuto e piccole finestre decorative creano uno spazio raccolto. All’esterno, invece, una ventina di posti permettono di vivere il quartiere nei mesi miti.

In sala spicca una storica affettatrice Berkel a motore, a vista. Durante il servizio viene usata per tagliare al momento il prosciutto crudo. Arredi in legno caldo, tovaglie sobrie e l’assenza di musica invadente completano l’atmosfera. Infine, c’è attenzione anche per il cestino del pane e per chi segue un’alimentazione senza glutine.

La spesa al mercato e il menù d’autunno

Ogni mattina la cucina si rifornisce al Mercato Trionfale di ortaggi, carni e latticini. Il menù autunnale si apre con tortino di melanzane con fonduta, fiori di zucca dorati e trippa alla romana con mentuccia e pecorino. Accanto c’è la tartare di manzo servita su ossobuco. Il carciofo, poi, compare nelle due ricette simbolo, alla romana e alla giudia. Sul versante di mare ci sono i moscardini alla Luciana e lo gnocco alla romana con baccalà mantecato.

Tra i primi convivono i quattro classici romani: carbonara, gricia, cacio e pepe e amatriciana. A questi si aggiungono pappardelle al ragù di cinghiale e gnocchi al sugo di coda alla vaccinara. Terra e mare, invece, si incontrano nel tonnarello con crema di cozze e pecorino e nelle pappardelle con asparagi e pesce spada.

Nei secondi si va dalla guancia di manzo brasata all’abbacchio a scottadito con patate. Non mancano saltimbocca alla romana, polpette alla cacciatora, polpo arrostito su crema di ceci e l’immancabile cicoria ripassata. Per chiudere, dolci fatti in casa e maritozzi dello storico forno Roscioli.

Una cantina tutta italiana

Lucrezia ed Edoardo hanno ripensato anche la cantina, con una carta dei vini dedicata solo alle etichette italiane. La selezione riunisce diciassette aziende agricole che interpretano i propri territori con onestà, con ricarichi accessibili. Tra le proposte ci sono il Lagrein della cantina trentina Zanotelli, il Refosco dal Peduncolo Rosso di La Buse dal Lof e il Cesanese del Piglio dell’azienda laziale L’Avventura. Per chi cerca la convivialità più popolare, infine, c’è il vino sfuso della casa in caraffa.

Locanda Trionfale dimostra così che si può rinnovare la trattoria senza snaturarne la funzione sociale. E che il mestiere dell’oste sa ancora attrarre le nuove generazioni. Sempre su via Trionfale, del resto, ha trovato casa anche la nuova sede dell’Osteria degli Avvocati.

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