Vendemmia anticipata di oltre 20 giorni e rese in calo del 10-15%, ma la qualità delle uve fa sperare in un’annata di grande valore
La raccolta 2026 di Cantina di Venosa si avvia alla conclusione con un bilancio particolarmente positivo sul fronte qualitativo, nonostante il calendario abbia imposto tempi decisamente insoliti. Le operazioni sono infatti iniziate con oltre tre settimane di anticipo rispetto alla consueta stagione, mentre la quantità complessiva delle uve dovrebbe registrare una flessione contenuta, stimata tra il 10 e il 15 per cento.
A sorprendere maggiormente è stata la tempistica della raccolta dell’Aglianico del Vulture, vitigno simbolo della cooperativa. I primi grappoli sono arrivati in cantina già il 16 settembre, una data eccezionalmente precoce se confrontata con gli anni precedenti: nel 2025 le operazioni erano iniziate ai primi di ottobre, mentre nel 2013 si era dovuto attendere addirittura il 17 ottobre, con la vendemmia protrattasi fino ai primi giorni di novembre. Per il 2026 la conclusione definitiva della raccolta è prevista entro la prima decade di ottobre.
La stagione era cominciata già in agosto con la raccolta dei primi grappoli di Moscato, avviata il 10 del mese. Il 20 agosto è stata poi la volta del Merlot, mentre successivamente sono entrate in lavorazione le uve di Greco e Malvasia.
A determinare l’accelerazione della maturazione sono state soprattutto le temperature elevate e persistenti che hanno caratterizzato l’estate. Un andamento climatico particolarmente caldo che, tuttavia, è stato compensato dalle abbondanti precipitazioni registrate durante l’inverno e la primavera. L’importante disponibilità idrica accumulata nei terreni ha infatti permesso alle viti di affrontare i mesi più caldi senza evidenti condizioni di stress idrico.
Anche le caratteristiche del territorio hanno contribuito a preservare la sanità delle uve. Le temperature elevate, unite alla ventilazione naturale che contraddistingue l’area del Vulture, hanno limitato lo sviluppo delle principali patologie della vite. Il risultato è una materia prima arrivata in cantina in condizioni eccellenti, con grappoli integri e sani.
“Il cambiamento climatico è ormai una realtà con la quale dobbiamo confrontarci ogni giorno – sottolinea Francesco Perillo, presidente di Cantina di Venosa –. Quest’anno, però, la natura ha contribuito a mantenere un equilibrio tra i diversi fattori. Le piogge abbondanti di inverno e primavera hanno garantito alle viti una riserva d’acqua importante, consentendo loro di affrontare le temperature elevate dell’estate.
La produzione sarà leggermente inferiore alla media, ma sotto il profilo sanitario la qualità delle uve conferite in cantina è straordinaria. L’arrivo dell’Aglianico a metà settembre è un evento senza precedenti, ma la risposta delle piante e le caratteristiche dei grappoli ci fanno guardare con grande fiducia al risultato finale. Ora non resta che aspettare con pazienza l’evoluzione dei vini”.
Una valutazione positiva condivisa anche dall’enologo Donato Gentile, che ha seguito da vicino l’andamento della vendemmia nei vigneti dei circa 300 soci della cooperativa.
Tra clima e territorio, la sfida di Cantina di Venosa
“Le prime vinificazioni e le analisi effettuate sui mosti ci stanno dando indicazioni molto incoraggianti – spiega Gentile –. L’anticipo della maturazione è stato particolarmente evidente nelle varietà più tardive, ma le uve sono arrivate in cantina in condizioni eccellenti. In una stagione così particolare è fondamentale saper leggere la materia prima e adeguare tempi e tecniche di lavorazione, così da mantenere freschezza, equilibrio e complessità”.
Secondo l’enologo, proprio la varietà dei vigneti rappresenta uno dei principali punti di forza della cooperativa. “Operare su un territorio ampio e diversificato ci permette di valorizzare le diverse espressioni del Vulture. Anche di fronte a un andamento climatico imprevedibile, questa ricchezza ci consente di trasformare le differenze tra le varie zone in caratteristiche distintive dei nostri vini”.
Con gli ultimi grappoli ormai prossimi alla raccolta, la vendemmia 2026 di Cantina di Venosa si prepara dunque a chiudere una stagione fuori dall’ordinario. Tempi di maturazione mai registrati prima, una produzione leggermente ridotta ma uve sane e di elevata qualità costituiscono le premesse per un’annata che, secondo le prime valutazioni, potrebbe rivelarsi particolarmente interessante.



