Illeciti agroalimentari, Cerciello Renna: “Campania prima per controlli”

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Il direttore del corso di legalità agroambientale dell’Università di Salerno ascoltato dalla relatrice Onu per il diritto al cibo Hilal Elver

NAPOLI.La Campania è la prima regione italiana per controlli delle filiere agroalimentari, il che è garanzia di assoluta qualità”. Lo ha detto Luigi Cerciello Renna, direttore scientifico del Corso di legalità agroambientale dell’Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Università di Salerno), ascoltato insieme ad altri esperti campani del settore, dalla Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per il diritto al cibo, Hilal Elver.

L’inviata dell’Onu, giunta in Italia lo scorso 20 gennaio, è impegnata in una missione internazionale che le consentirà di approfondire, anche con focus dedicati a temi e territori in particolare, lo stato di attuazione del diritto all’alimentazione in Italia e le politiche agricole e alimentari che hanno un impatto sull’esistenza delle persone.

Cerciello ha anche denunciato il fenomeno del money dirtying. “Si tratta di un percorso inverso al riciclaggio – ha affermato – che consente alle cosche di infiltrare l’economia legale e in particolare il redditizio sistema agroalimentare non più soltanto facendosi impresa per ripulire i propri capitali sporchi. In questo caso, invece, sono i soldi puliti a cercare di dirigersi verso le risorse economiche illegali”.

In pratica operatori con buona liquidità originata dalle proprie attività intraprendono relazioni commerciali “border line” al fine di condividere iniziative imprenditoriali e investimenti con soggetti non trasparenti ma ritenuti più solidi. “Un fenomeno – ha concluso Cerciello – che più che inficiare la sicurezza alimentare, va a inquinare la libera concorrenza del settore”.

Del gruppo di esperti invitati presso la sede di rappresentanza capitolina della Regione Campania facevano parte anche le professoresse Teresa Del Giudice e Teresa Panico del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, Concetta Menna del Centro Politiche e Bioeconomia del Crea di Napoli, Giuseppe Orefice del Comitato esecutivo di Slow Food Italia.

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