I vini dell’Alto Adige incontrano la Cucina stellata partenopea

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Al ristorante Palazzo Petrucci a Napoli, l’Alto Adige e la Campania danzano all’unisono: in degustazione otto etichette di cantine altoatesine abbinate ad otto creazioni dello chef Lino Scarallo

NAPOLI. Un matrimonio riuscito nel segno delle eccellenze enogastronomiche: i vini del Consorzio Vini Alto Adige con i piatti dello chef stellato Lino Scarallo. Montagna e mare, ambiente alpino e brezza Mediterranea insieme nella cornice suggestiva di Palazzo Petricci a Napoli, in un mosaico di contrasti che hanno esaltato le note sensoriali dei vini proposti e i sapori delle portate.

Nel servizio curato dalla sommelier e giornalista enogastronomica Fosca Tortorelli le voci dei protagonisti della giornata

Proprio ai contrasti, anima dei vini altoatesini, è dedicato il pranzo a Palazzo Petrucci a Napoli. Un luogo scelto non per caso, perché in qualche modo racconta questo elemento distintivo con i suoi spazi, in particolare la splendida cantina a cavallo tra terra, cielo e mare che sembra rievocare questa capacità di restare con i piedi per terra senza distogliere lo sguardo dall’orizzonte. E così l’estro dello chef Lino Scarallo propone piatti dotati di grande equilibrio in cui i singoli elementi, talora molto diversi tra loro, raggiungono una perfetta armonia dal gusto partenopeo. A queste originali creazioni Pierluigi Gorgoni – degustatore, docente della scuola di cucina Alma di Colorno e ambasciatore dei vini dell’Alto Adige – ha abbinato altrettanti vini di cantine altoatesine e svelato, attraverso gli assaggi e gli accostamenti, le caratteristiche variegate che si celano dietro alle etichette. Il racconto è divenuto corale grazie al contributo di due produttori, Andrea Moser (enologo di Cantina Kaltern) e Franziskus Haas (titolare di Franz Haas), intervenuti per l’occasione.

Consorzio Vini Alto Adige

Se è vero che non bisogna mai stancarsi di guardare avanti, uno sguardo al passato riserva spesso piacevoli sorprese. Ed è così le etichette protagoniste sono state proposte in due versioni, in una annata recente che colpisce con l’esuberanza di aromi e freschezza ed una versione invecchiata che mostra come gli stessi vini sappiano evolvere in bottiglia, sprigionando sentori nuovi e diversi ed assumendo, con il tempo, tutto il fascino della maturità. Attraverso gli assaggi è emerso come piatti a base di pesce – tipici della tradizione mediterranea – possano essere valorizzati da un rosso come la Schiava, con la sua trama scorrevole e la sua piacevole immediatezza. Lo stesso vino si sposa invece con aromi più decisi quando il tempo gli regala qualche anno di maturazione. Questo può accadere anche con un Pinot Bianco, che ben si accompagna a un secondo piatto a base di carne di agnello quando gli è concesso qualche anno di riposo in bottiglia.

Consorzio Vini Alto Adige

“Siamo molto lieti di poter essere qui a Napoli oggi a raccontare le caratteristiche dei nostri vini attraverso l’abbinamento con piatti raffinati dal gusto mediterraneo”. Ha commentato Eduard Bernhart, Direttore del Consorzio Vini Alto Adige. “Se c’è una qualità nella quale ci rispecchiamo è proprio la grande varietà di contrasti che portiamo nel DNA. Il nostro è un piccolo territorio incastonato ai piedi delle Alpi, costituito da 5.500 ettari vitati su cui operano circa 5.000 produttori. Se i primi vigneti si trovano già attorno ai 200 metri sul livello del mare, ne abbiamo diversi a quota 1.000 metri. Anche la composizione geologica del suolo varia notevolmente, pur percorrendo distanze molto ridotte. In sintesi, ci potremmo forse descrivere come un quadro a tinte vivaci in cui ogni colore contribuisce a valorizzare l’insieme”.

Consorzio Vini Alto Adige

Tra i vitigni più apprezzati del panorama altoatesino spiccano Pinot Nero, Pinot Bianco, Sauvignon, Gewürztraminer, Schiava e Lagrein, accompagnati da numerose altre varietà che in Alto Adige hanno trovato il proprio habitat ideale. Protagonisti di oggi sono stati il “Vigneti delle Dolomiti Bianco Manna” di Franz Haas (2018 e 2010), il Sauvignon Praesulis di Gump Hof – Markus Prackwieser (2018 e 2014), il Pinot Bianco Sirmian di Nals Margreid (2018 e 2005) e il Kalterersee Classico Superiore Quintessenz (2018) e Pfarrhof (2014) di Cantina Kaltern.

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