L’anima della Sicilia nel Museo dell’Acciuga e delle Arti Marinare

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museo dell'acciuga

Un viaggio nella vecchia fabbrica di Aspra divenuta un borgo di pescatori, che oggi raccoglie cimeli, quadri e sculture, accompagnati dal racconto di Michelangelo Balistreri

Un’esperienza unica nel suo genere. Definirlo museo è riduttivo, chiamarlo “percorso esperienziale” significa arrampicarsi su parole inflazionate, spesso prive dell’aspettativa che creano, e che in questo caso non renderebbero l’idea. Per quante città ognuno ha visto della Sicilia, per quanto lungo possa essere stato il cammino lungo le coste dell’isola, per quanti tuffi si siano fatti nelle cale, per quante passeggiate sulle montagne e parchi naturali, per quanti sapori si possa aver assaggiato, provando piacere già dai colori e dai profumi, dopo essere stati al “Museo dell’Acciuga e delle Arti Marinare” ad Aspra (Palermo) si ha l’idea di non aver mai toccato l’anima sicula prima di allora.

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Un piccolo viale che porta alla vecchia fabbrica di lavorazione del pesce separa il visitatore da quello spaccato sull’isola e sulla regione più grande d’Italia. Passato il cancello si apre un libro di storia vivente che la voce di Michelangelo Balistreri aiuta a leggere e far vivere, attraverso racconti che intreccia a canzoni, storie di vita personale con quelli dei grandi personaggi che hanno scritto le sorti della nazione.

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Un viaggio suggestivo, appassionante, mai noioso, fatto di immagini e suoni, arricchiti con la stessa fantasia di quei pochi registi cinematografici che hanno regalato grandi pellicole pur senza usare effetti speciali.

Le opere esposte

museo dell'acciuga museo dell'acciuga

La sfida è riuscire a raccontare una storia che abbia senso parlando di acciughe, dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di don Pino Puglisi e di Papa Giovanni Paolo II. Mettere nel racconto la vita di quegli uomini “semplici” come i pescatori del borgo di Aspra insieme a Giuseppe Tornatore e al suo “Nuovo cinema Paradiso”.

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Arricchire la storia con le canzoni di Domenico Modugno, facendo scivolare gli occhi sulle sculture di Francesco Maglio. Qualcosa di impensabile, ma non per Michelangelo Balistreri.

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Michelangelo Balistreri e il suo “no” alla mafia

Michelangelo Balistreri
Michelangelo Balistreri

Una sorta di eroe dei tempi moderni che non si è piegato al giogo della mafia, ha alzato la testa, ha sfidato il boss del paese non con le armi ma esponendo fronte strada la foto dei due magistrati ammazzati da Cosa Nostra a Capaci e via D’Amelio.

Michelangelo Balistreri
Michelangelo Balistreri

Ha detto “no” alle richieste estorsive, denunciato i suoi aguzzini e, mentre continuava il suo lavoro, ha iniziato a trasformare il vecchio opificio nel mondo del “Museo dell’Acciuga e delle Arti Marinare”.

Ha ricostruito un piccolo borgo marinaro, riportando indietro nel tempo le lancette di quell’orologio che oggi presenta molte parti dell’isola asfissiate da colate di cemento.

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Veduta panoramica del cortile interno

Michelangelo Balistreri ha messo su un teatro all’aperto, ha dato vita a dei barattoli di latta, riempendoli con i ricordi di un mestiere che i siciliani hanno fatto conoscere in molte parti della Terra. Gli oggetti e le foto sono innumerevoli, portare il conto è impensabile.

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Tra i corridoi che uniscono gli ambienti si possono toccare gli strumenti della pesca, rivivere le fasi dalla conserva sotto sale delle acciughe.

Info

Non c’è un costo della visita, ma solo un piccolo contributo di 3 euro all’associazione che cura e gestisce gli spazi. È opportuno prenotare, soprattutto per il rispetto delle norme imposte dalla pandemia, ma il padrone di casa non fa pesare la mancanza della telefonata.

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