Gragnano celebra il panuozzo. Il sindaco: “Lo proporremo come bene Unesco”

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Durante l’ultimo weekend di Gragnano Enogastronomica, Paolo Cimmino, a capo della città dei Monti Lattari, ha lanciato l’idea di presentare la pietanza tipica del suo territorio alla Commissione che si occupa dei Beni immateriali dell’Umanità

NAPOLI. La festa del panuozzo ha chiuso la kermesse Gragnano Enogastronomica: tre weekend di iniziative per celebrare le eccellenze di Gragnano (Napoli), la famosa città dei Monti Lattari. Si è partiti il 15 e 16 giugno con la ciliegia di Castello, il borgo sulla vetta della montagna, noto per la varietà e la produzione dei frutti rossi. Quindi, il fine settimana successivo, il 22 e 23 giugno, la festa dedicata al vino di Gragnano, con le sue peculiarità gusto olfattive, raccontate in un dibattito a cui ha preso parte anche il presidente nazionale della Fondazione Italiana Sommelier Franco Maria Ricci. Infine, l’ultimo weekend del mese, il 29 e 30 giugno, dedicati al panuozzo: il tipico pane di Gragnano cotto nel forno a legna e farcito con il più classico dei ripieni come pancetta e provola o nei modi più fantasiosi.

“Il panuozzo come bene immateriale dell’Umanità”

Durante l’ultimo fine settimana di iniziative, il sindaco di Gragnano Paolo Cimmino ai nostri microfoni ha lanciato l’idea di proporre il panuozzo alla Commissione che si occupa dei beni immateriali dell’Umanità.

Diversi i precedenti entrati poi nella lista Unesco: l’Arte dei Pizzaiuli Napoletani nel 2017, la Dieta Mediterranea nel 2013, ma anche l’Opera dei Pupi siciliani e il Canto a Tenore sardo nel 2008, il Saper fare liutaio di Cremona nel 2012, le Feste delle Grandi Macchine a Spalla – tra cui, restando nel napoletano, la Festa dei Gigli di Nola – nel 2013, la Vite ad alberello di Pantelleria nel 2014, la Falconeria nel 2016, l’Arte dei muretti a secco nel 2018.

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