Nel paese delle maschere con Sapori di Viaggio: a Mamoiada in Sardegna

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Mamoiada

ASCOLTA IL PODCAST. Nella quarta puntata Luca Gungui e Dario Gungui, entrambi produttori di Cannonau, sono ospiti di Fosca Tortorelli e Raffaele Perrotta

Ascolta “04. Nel paese delle maschere con Sapori di Viaggio: a Mamoiada in Sardegna” su Spreaker.Il viaggio di questa settimana di Sapori di Viaggio ci porta in Sardegna, a Mamoiada, un paesino di 2.500 persone, situato nel mezzo della Barbagia. Mamoiada è una realtà “fuori scala”, dove nel periodo definito “Carrasecare” (il Carnevale in Sardegna), si dimenticano tutte le preoccupazioni quotidiane, sostituite dal divertimento e dalla compagnia. Un periodo di sconvolgimento della routine, di sospensione dai ritmi frenetici e dalla quotidianità.

Mamoiada

Retaggio di riti ancestrali, caratterizzato dai Mamuthones e dagli Issohadores, maschere tipiche di Mamoiada, la cui origine controversa, sembra risalire da un lato ai ritmi Dionisici e dall’altro ai riti pagani legati alla terra e all’agricoltura. Tante le sue tradizioni, le cui origini affondano in tempi molto antichi, luoghi magici e densi di storia.

Mamoiada

Da non perdere il circuito museale. MaMu che comprende il Museo delle Maschere Mediterranee, il MaTer e il Museo della Cultura e del lavoro: con la visita al Museo entrerete anche virtualmente nel racconto e nella storia di questo piccolo borgo barbaricino. Non va poi trascurato il paesaggio, dove le vigne ad alberello di Cannonau danno un vino unico e generoso. Il terreno povero e di matrice granitica, l’altitudine sui 700 metri, il sole, il vento contribuiscono a regalare un prodotto unico: concentrazione, struttura e grado alcolico si contrappongono a complessità, freschezza e bevibilità.

Mamoiada

Non mancano poi le bellezze archeologiche, come Sa Perda Pintà, il menhir istoriato con cerchi concentrici e coppelle, unico nel suo genere, la stele più grande d’Europa, che si trova in una casa privata che da due anni è stata trasformata in un bed and breakfast. Un paese che vive molto i tradizionali momenti di festa. Si inizia il 16 gennaio con la celebrazione di Sant Antonio Abate, con l’accensione di grandi fuochi votivi, e si prosegue il 17 con l’uscita dei Mamutones che danno una sorta di benedizione. Non mancano poi le tradizioni gastronomiche, “Caffè de mendula”, il caffè alle mandorle tostate, il formaggio arrosto, le polpette di pecora e di asino, la pecora in umido e il sanguinaccio, fatto con sangue di pecora messo a bollire all’interno dello stomaco degli animali e condito con il timo selvatico.

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Da segnalare a tal proposito il Sas Tappas, un percorso enogastronomico tra vecchi sapori: pane, vino, formaggi e delizie proprie di questi luoghi, che si svolge a inizio novembre. Non da ultimo la festa di San Sebastiano, che ha luogo tra maggio e luglio, le tante feste legate ai santi e alla religione, e non da ultimo il MaMuMask, il festival Internazionale delle Maschere, che si svolge la seconda settimana di giugno con i tanti laboratori e la sfilata delle maschere conclusiva.

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